L’autolesionismo dell’uomo contemporaneo

Vi racconto la trama di un film che ho visto migliaia di volte.

C’è un tipo/a che una mattina si sveglia illuminato dal desiderio improvviso di recuperare quell’efficiente fisicità che gli regalava grande gioia in giovane età.

Da allora sono passati molti anni, ha creato una famiglia, è riuscito nella sua personale arrampicata sociale, ora finalmente tutti lo chiamano Dottore, dimenticandosi però di possedere un corpo.

Ora però improvvisamente non si piace più, guardandosi allo specchio realizza di essere in sovrappeso, si sente rigido ed impacciato nei movimenti.

Vuole porvi rimedio, ma che sport praticare divertendosi dopo anni di sedentarismo da scrivania?

Fortemente convinto che sul Web troverà la soluzione ai suoi desideri, inizia a navigare nervosamente con l’aiuto dell’onnipotente dott. Google, ma si ritrova più confuso che mai, perché ogni esperto che ascolta gli racconta una storiella diversa.

La sera stessa, guarda caso rivede un amico di vecchia data che gli confida i clamorosi successi fisici ottenuti da quando ha ricominciato a correre, camminare e fare tennis fai da te.

Improvvisamente il suo infallibile cervello partorisce una brillante considerazione: se c’è l’ha fatta lui, che è sempre stato uno sfigato, vuoi che non c’è la faccia io?

Così in men che non si dica grazie al suo personale sistema di teletrasporto, si ritrova immediatamente catapultato alla Decathlon per l’acquisto di un bel paio di scarpe da ginnastica.

D’altronde cosa vuoi di più? Sono belle, comode e costano poco.

La mattina seguente, agghindato di tutto punto, inizia a correre con tanto entusiasmo per poi trovarsi sistematicamente a sospendere ciò che nella sua testa sembrava essere la soluzione ideale.

Prova, smette e poi riprova, poi cambia e ricambia il tipo l’attività fisica da poco ha intrapreso perché si rende conto che, nonostante i buoni propositi, sono più gli acciacchi del giorno dopo che non i benefici.

Lui però, non riesce a fare a meno di rimuginare sui suoi fallimenti anche perché la sua cifosi, che un tempo rappresentava solo un problema estetico, ora di notte si fa sentire sotto forma di formicolio alle braccia, per non parlare dei dolori invalidanti che gli rendono la vita quotidiana una pena.

Un giorno avverte un dolore talmente acuto da togliergli il respiro, simile ad un coltello conficcato nella scapola.

La paura di avere qualcosa di serio si impadronisce di lui ed in breve, si ritrova dal medico per gli accertamenti del caso.

Superman è letteralmente incredulo quando, dalle analisi del sangue scopre che i valori glicemici così come il colesterolo sono fuori range aumentando il rischio di potenziali problemi cardiovascolari.

Dall’ecografia e dalla Risonanza magnetica nucleare emerge una degenerazione dei menischi, delle cartilagini, dei dischi intervertebrali, i dolori al collo lo perseguitano, ma ora mai il danno è diventato irreversibile.

Non gli restano che i farmaci ed abbandonare le fantasie, che erano e rimarranno solo un film della mente.

 

“È bello quando due esseri uguali si uniscono, ma che un uomo grande innalzi a sé chi è inferiore a lui, è divino.”

FRIEDRICH HÖLDERLIN

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